MALLOREDDUS AL PESTO D’ORTICA CON CARPACCIO CELTICO

Una nuova ed interessantissima ricetta di Barbara Frigerio di BFDivertirsiaifornelli: i tipici gnocchetti sardi preparati con il nostro Carpaccio Celtico di Chianina!

malloreddus pesto ortica e carpaccio

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

400 g semola di grano duro
200 ml acqua calda
2 g sale fino
2 fette non tanto sottili di Carpaccio Celtico MARCO D’OGGIONO PROSCIUTTI
100 gr Pesto d’ortica (stesso procedimento del pesto di basilico senza aglio)

PREPARAZIONE:

Mettete a scaldare l’acqua in un pentolino. Sulla spianatoia mettete la semola a fontana e al centro versate l’acqua calda con il sale. Impastate con energia per 5-10 minuti. – Se l’impasto risulta troppo morbido aggiungete altra farina, se al contrario è troppo solido allora bagnatevi le mani con l’acqua e continuate ad impastare finché non diventa morbido –

Avvolgete l’impasto nella pellicola e fate riposare per almeno 30 minuti.

Trascorso il tempo necessario, adagiate l’impasto sulla spianatoia infarinata, arrotolatelo con le mani formando delle stringhe e tagliate con il coltello dei piccoli gnocchetti.
Uno alla volta, arrotolate gli gnocchi sul rigagnocchi in legno (in alternativa una forchetta andrà benissimo).

Preparate l’acqua per bollire gli gnocchi: in 5/7 minuti saranno cotti.

Per l’impiattamento: sporcate il fondo di ciascuna fondina con un paio di cucchiai di pesto d’ortica; adagiate sopra gli gnocchetti ben scolati e ricoprite con altro pesto. Completate con degli sfilacci di Carpaccio Celtico affumicato.

BUON APPETITO!

Premio Italia a Tavola: PRESENTI!

07 Aprile 2018, Ristorante Da Vittorio, Brusaporto

L’annuale premio di Italia a Tavola viene assegnato questa volta a Rocco Pozzulo in presenza di grandi nomi del food: noi c’eravamo!

Agnese e Dionigi con i protagonisti della serata!

Chi è Marco d’Oggiono?

di Agnese Spreafico

“Non vorrei deludere tutti gli amici che hanno pensato che Marco fosse il nome di mio fratello Dionigi e D’Oggiono fosse il nostro cognome, ma credo sia doveroso in questa sede conoscere meglio Marco d’Oggiono, pittore della cerchia di Leonardo da Vinci, nostro concittadino più celebre e certamente il maggior artista che abbia avuto i natali nel territorio lecchese.

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Marco nasce ad Oggiono, tra il 1465 e il 1470 da Cristoforo d’Oggiono, di professione orafo e da Elisabetta de Clivate (Civate). E’ uno dei primi artisti lombardi ad avere un rapporto di discepolato con Leonardo da Vinci, durante il soggiorno di questi a Milano, presso la Corte Sforzesca (1482-1499). Pare che il Pittore Oggionese avesse già compiuto la sua formazione in anni precedenti il 1490 presso la bottega di Leonardo, ma nel 1490 lo troviamo proprio documentato fra gli stretti seguaci del Maestro vinciano.

Sappiamo che l’anno successivo (1491) egli sottoscrive insieme al “collega” Giovanni Antonio Boltraffio l’atto per una importante e prestigiosa commissione: la pala Grifi raffigurante “La Resurrezione di Cristo, tra i Santi Leonardo e Lucia” opera eseguita per la Chiesa di San Giovanni sul Muro ed ora presente al Bode Museum di Berlino. Oltre al Boltraffio il “nostro” Maestro, dovette essere in contatto diretto con l’intero ambiente milanese dell’epoca, in particolare con gli altri artisti più vicini a Leonardo.

E’ provato in ogni modo che nell’ambiente milanese l’artista raggiunge anche una ragguardevole notorietà, tale da permettergli di acquisire importanti impegni pubblici. Siamo certi che Marco ha già dal 1497 una sua attività pittorica indipendente perché assume un apprendista (Protasio Crivelli) per insegnargli tra le altre tecniche anche la miniatura. Nel 1508 sposa Ippolita dei Buzzi, dalla quale ha due figlie Elisabetta ed Antonia, morte in tenera età, un figlio Cinzio morto nel 1524 ed un’ultima figlia Francesca, che ritroviamo suora nel convento di Brugora.

Oggiono

A Milano, Marco d’Oggiono, come vi dicevo, ebbe un notevole successo e molte sue opere le possiamo ancora ammirare presso la Pinacoteca Ambrosiana, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Pinacoteca di Brera, la Pinacoteca del Castello Sforzesco, la Galleria dell’Arcivescovado ed ultimamente anche in prestigiose collezioni private. Anche in provincia però troviamo parecchi esempi che testimoniano la fortuna che Marco d’Oggiono ebbe presso i suoi contemporanei: il trittico con “Assunta fra i Santi Battista e Stefano” nella Parrocchiale di Mezzana Superiore (Somma Lombardo), “La Madonna con bambino e tre Santi” dipinta nel 1524 per la Parrocchiale di Besate ed oggi conservata a Milano presso la Galleria dell’Arcivescovado, il Polittico e l’affresco della “Madonna in trono”, conservati nella Parrocchiale di Sant’Eufemia di Oggiono.

Di Marco d’Oggiono pittore, possiamo dire che, alla fondamentale lezione leonardesca, sempre presente ed indelebile lungo tutta la sua carriera artistica, affianca una personale interpretazione del classicismo peruginesco e raffaellesco, perdendo a volte le tonalità sfumate a vantaggio di compatti e squillanti effetti cromatici, anche se è proprio nel suo modo tipico di realizzare il paesaggio in una stesura liquida e rapida nelle tonalità azzurro acqua, che vengono quasi a fondere i contorni delle montagne col cielo, che noi Oggionesi di oggi riconosciamo l’immutato sfondo delle nostre montagne, ne leggiamo perfettamente la silhouette e ci sembra quasi di intuire il punto dove Marco d’Oggiono si posizionava con cavalletto e pennello per rendere immortali e conosciuti al mondo il nostro Cornizzolo, i Tre Corni di Canzo e La Grignetta…..

Vi assicuro che percepire queste emozioni davanti ad una sua opera al Louvre o all’Ermitage o alla National Gallery di Londra, ci fa vincere i pregiudizi non sempre positivi che una certa critica ha avuto nei tempi addietro su Marco d’Oggiono, e ce lo fa sentire Cittadino fra i Cittadini , orgoglio ed onore di tutti noi Oggionesi. Gli ultimi documenti riguardanti il pittore, sono stati resi noti recentemente dal prof. Virginio Longoni, altro grande Oggionese, insigne studioso e brillante storico.

Questi sono i testamenti del figlio Cinzio in data 30 giugno e I° luglio 1524, in cui si dichiara figlio del fu Marco e un atto del 30 maggio 1525 in cui la vedova Ippolita si rivolge al duca Francesco II° Sforza per ottenere la facoltà, volendo risposarsi, di disporre del patrimonio ereditario senza che per legge esso fosse congelato fino alla maggiore età della figlia Francesca.

Nota di colore

Al centro di Piazza della Scala a Milano, c’è il monumento a Leonardo da Vinci, opera dello scultore Pietro Magni (1872). Attorno al basamento vi sono le statue dei quattro grandi discepoli di Leonardo: Cesare da Sesto, Andrea Solari, Giovanni Antonio Boltraffio e Marco d’Oggiono.

Eccovi il Marco d’Oggiono, espresso da Pietro Magni : visto così Marco mi sembra proprio un gran bel ragazzo e questo non fa che accrescere il nostro orgoglio Oggionese. Il Monumento è chiamato confidenzialmente dai Milanesi : “mezz liter in quater”e ciò la dice lunga sull’avarizia di Leonardo giunta anch’essa ai nostri giorni.

Nota di approfondimento

Nel 1506 Marco d’Oggiono realizza per un alto prelato francese una copiadell’Ultima cena di Leonardo da Vinci, la cui riproduzione a grandezza naturale è esposta ad Oggiono nella Sala San Giovanni Battista.”

 

Di nuovo a Golosaria!

Dopo una pausa di un paio d’anni, torniamo di nuovo con grande piacere alla fiera organizzata da Marco Gatti e Paolo Massobrio.

Golosaria ha avuto luogo da Sabato 11 a Lunedì 13 Novembre presso il MiCo di Milano.

Tanti i ricordi, gli incontri con amici speciali da tempo e le piacevolissime nuove conoscenze..

Tra questi, un bel video che racconta della fiera, realizzato da Marina Malvezzi per MangiareBene. Agnese in prima linea!

Ed ecco anche qualche foto dalla tre giorni dedicata all’artigianato:

Agnese insieme a Tano Simonato:

tano simonato

 

Agnese con Paolo Massobrio e i Signori Comi della Pasticceria Comi di Missaglia:

pasticceria comi

 

Agnese insieme a Marina Malvezzi e Alessandra Beretta:

CON marina malvezzi e alessandra beretta

 

Dionigi e Agnese con il Dott. Federico Francesco Ferrero:

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Insieme all’ideatore della fiera, Marco Gatti:

marco gatti

 

Agnese e Dionigi insieme al grandissimo Claudio Sadler e alla Signora Gerli:

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Presente e futuro delle eccellenze Made in Italy

Un interessante incontro tra esperti di food&beverage, tra cui la nostra Agnese, che si sono confrontati su punti di forza e debolezza delle aziende Italiane che stanno fiorendo o sono già consolidate da anni.

Punti di vista diversi, che però giungono tutti ad un un’unica conclusione: il Made in Italy, ed in particolare il mondo del food, è in continua espansione, e per questo serve essere costantemente aggiornati con le esigenze del pubblico e restare “al passo coi tempi”.

Qui: World Excellence – Chiara Osnago Gadda, potete leggere quello che è emerso da questa riunione alla “tavola rotonda” di World Excellence di uno dei settori di traino dell’economia italiana, articolo di Chiara Osnago Gadda.

Whisky Gourmet Tour da Marco d’Oggiono

Nuovo appuntamento nel food lab di Via Lazzaretto ad Oggiono: Sabato 10 Giugno dalle ore 10 i nostri salumi accompagneranno un assaggio della selezione di Whisky proposta da
Whisky Club Italia


che nasce nel 2014 da un’idea di Claudio Riva, Davide Terziotti ed Andrea di Castri per coltivare e condividere la passione autentica per i Whisky e per la cultura della distillazione tradizionale. E’ il principale club italiano di Whisky con migliaia di soci ed una serie interminabile di eventi organizzati: degustazioni, corsi, cene, attività editoriali e gite in Scozia.

In collaborazione con il Whisky Club e con la partecipazione dello Chef Fabio Zanetello di Alice TV ed executive Chef di Teatrosette Lab, Marco d’Oggiono Prosciutti propone:

 

Vi aspettiamo!!!

Carpaccio Celtico con fogli di Bitto e pere caramellate al timo selvatico

Chef Mattia Locatelli, Ristorante Albergo Valle del Bitto – Gerola Alta (SO)

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
360 g Carpaccio Celtico Marco d’Oggiono a fette
160 g Bitto a fette sottilissime
50 g zucchero di canna
1 Pera
Rum
Una spolverata di timo selvatico

PREPARAZIONE:
In una padella, far caramellare lo zucchero di canna; una volta scurito aggiungere le pere tagliate a fette e bagnare con del Rum. Dopo aver fatto evaporare l’alcool, spolverare con del timo selvatico.
Affettare il Carpaccio e disporvi sopra le pere ancora tiepide e i fogli di bitto.

Bresaola di Tacchino su crema di avocado

Grazie a Barbara Frigerio di BFDivertirsiaifornelli per questa ricetta con la nostra Bresaola di Tacchino:

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

3 fette di Bresaola ‘La Dolce Tacchina’ di Marco d’Oggiono
1 Avocado
10 ml. di latte
olio al bergamotto q.b.
timo q.b.
sale
pepe

PREPARAZIONE:

Preparate la crema di Avocado frullandolo nel mixer con un filo di olio al bergamotto, il latte, timo e sale.
Tagliate a julienne la Bresaola La Dolce Tacchina ed adagiatela su una quenelle di crema di avocado, completata da una spolverata di pepe.

Marco d’Oggiono Prosciutti apre le porte al FAI

La Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano – prima d’Italia a proporre l’apertura di aziende storiche normalmente non accessibili al pubblico, per il 2017 ha scelto Oggiono e il suo patrimonio artistico e paesaggistico come meta per le Giornate annuali di Primavera.

25 e 26 Marzo, un weekend all’insegna della cultura alla scoperta di palazzi, ville e chiese, oltre a tour organizzati per i soci FAI nella nostra azienda, la Marco d’Oggiono Prosciutti, proposta per l’occasione dalla Delegazione come azienda storica del territorio. 5500 persone hanno visitato Oggiono, 750.000 contate in tutta Italia. Un successo che ormai dura da 25 edizioni!

Uno sguardo alle nostre sale di salatura, stagionatura e riposo, un museo allestito per l’occasione con i cimeli che hanno segnato il percorso di vita della nostra realtà aziendale: due giornate ricche di emozioni e di orgoglio, deliziate dall’accoglienza all’arrivo da parte di uno special guest d’eccezione, Marco d’Oggiono!

Ecco qualche scatto:

Un ringraziamento speciale a tutti i volontari FAI e a tutti coloro che sono passati a trovarci!

Il Carpaccio Celtico alla prova…DEL CUOCO!

Altra giornata memorabile per noi, un nuovo motivo d’orgoglio: 7 MARZO 2017, il “paninaro” Daniele Reponi interpreta il nostro Carpaccio Celtico di Chianina in tre differenti e particolari modi.

Il primo, un panino, un’esperienza da veri gourmet:

 

Riscaldate il pane con la curcuma e farcitelo con Carpaccio Celtico e i carciofi appena saltati in padella. Aggiungete patè di olive di Gaeta e scorza di limone grattugiata, quindi olio extravergine di oliva.

 

Di seguito poi due idee per due piatti veloci e sfiziosi:

 

Servite il Carpaccio tagliato a fette con le fette di arancia pelate a vivo, mandorla salata a pezzetti, mirtilli, olio extravergine all’agrume…

 

 

Oppure ancora il Carpaccio accompagnato da peperone rosso grigliato e poi frullato, del croccante alla mandorla tritato e la fava di cacao.

Qui, dal minuto 31.20, la puntata de La Prova del Cuoco con la realizzazione delle ricette!